Saluti fraterni
lunedì 31 marzo 2008
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Saluti fraterni
Sulla "nuova Sinistra" (di Leonardo Madio)

Come ben sapete, in passato ho aderito ai Democratici di Sinistra (o meglio, Sinistra Giovanile), salvo poi uscirne in occasione dell’ultimo congresso che ne ha decretato la fine e la sua confluenza nell’odierno Partito Democratico. Da allora mi sono avvicinato al movimento della Sinistra Democratica, affascinato dall’idea della costituzione di una nuova sinistra italiana, forte, unita, plurale, di parte. Dopo alcuni mesi di relativo abbandono della “vita partitica”, per motivi di tempo, studio e “lontananza” e di dedizione all’associazionismo, nell’ultimo periodo mi son riavvicinato “ai partiti“, nonostante nutra ancora un po’ di criticità nei confronti di un sistema politico vetusto, imbalsamato autoreferenziale.
Dagli Stati Generali, il “movimento” della sinistra ha iniziato un percorso, che per imminenti scadenze elettorali, ha dovuto subire una fortissima accelerazione. Un percorso travagliato, frutto di contraddizioni, di litigi futili su simboli, di scelte verticistiche. Un percorso fatto, però, anche di passione. Quella dei giovani. Quella di coloro che non hanno incarichi e che da un partito di sinistra, vero, cercano rappresentanza, tutele, stimoli. Quelli che credono che un partito di sinistra possa cambiare veramente le cose, ripartendo dalla legalità, dalla giustizia sociale, da un’etica della responsabilità, dalla formazione, dall’istruzione, dal lavoro, dai diritti. Il partito unico che io mi aspetto deve saper raccogliere queste istanze. Deve saper dire NO ai giochi di potere. Deve saper essere coerente con gli elettori. Deve essere aperto, orizzontale.
Ecco, forse non deve essere neanche un partito. Lontano dalla politica del mero “NO senza se e senza ma”, ma vicina a quella del “No, perchè”. Deve essere una casa comune, un laboratorio in continua evoluzione e ricerca, dove ognuno porta il proprio bagaglio culturale fatto di passati “diversi” (comunista, ambientalista, socialista, movimentista) per un nuovo futuro comune, di cambiamento.
Dovrà essere un centro di aggregazione per quei giovani che vogliono impegnarsi e che si sentono “diversi”, che osteggiano il processo di omologazione e di qualunquismo in atto. Ed i giovani che vogliono impegnarsi ci sono, e ne sto conoscendo parecchi. Inutile, quindi, trincerarsi dietro futili steccati, nell’intento di coltivare piccoli orticelli. La SinistrArcobaleno mi affascina per questo, perché proprio fra i miei coetanei vedo la voglia di cambiare, di rivoluzionare il sistema e di continuare a gridare, ad urlare che un altro mondo è possibile.
Una società come questa, in cui si acuiscono le distanze fra pochi forti e tanti deboli, in cui l’ambiente è vituperato in una logica del perenne sfruttamento, in cui si mercifica il sapere, il lavoro, i diritti primarie, in cui la persona ne esce alienata, in cui la precarietà perenne (non solo quella del lavoro) non garantisce un futuro, in cui si è sempre gli uni contro gli altri in una logica becera della sopraffazione e della sfrenata concorrenza, in cui la criminalità organizzata è collusa con il potere, non ci piace, e vogliamo rivoltarla, rovesciarla. Saremo sognatori, diranno alcuni, ma non si può continuare cosi. Non possiamo più continuare a scappare, a cercare risposte altrove. Non possiamo accettare tutto perché imposto da una società che non funziona. Non possiamo, perché è ora di dire basta. E l’ora di riprenderci tutto ciò che ci hanno tolto. Rivogliamo tutto per invertire la rotta di una barca che poco a poco si riempie d’acqua. Una barca destinata ad affondare. Sto sognando? Stiamo sognando? No, coniughiamo utopia e progetto
In un panorama politico in forte mutamento, in cui vi è condivisione di intenti fra forze diverse che tendono al centro, cosi amato ma cosi vuoto di contenuti, di conflitti, Noi vogliamo una forza di parte. Una forza che fra uno stato laico ed uno confessionale, sceglie il primo. Una forza che non ha paura di affermare la propria diversità. Vogliamo una forza che sceglie di rappresentare, fra chi ha di più e chi ha di meno, quello che ha meno.
La nascita di un soggetto comune è cosa dura. I presupposti ci sono tutti. Noi ci siamo. I ragazzi della sinistra ci sono. Il popolo dei movimenti, dell’associazionismo, dell’antimafia sociale c’è ed aspetta risposte importanti da chi ha nelle mani non la sopravvivenza di una forza politica di sinistra, ma la nascita di una nuova sinistra di cambiamento, del XXI secolo. Mi aspetto molto dai leaders, anzi no… dai nostri compagn*. Mi aspetto che il 15 aprile non si faccia solo il conto dei voti, che sappiamo essere non moltissimi. Mi aspetto che ci si impegni seriamente, che non si butti alle ortiche l’entusiasmo di chi in questa campagna elettorale, sebbene scettico su alcuni punti (Io stesso lo sono su molti, molti ), ha dato il massimo, ci ha messo passione. Mi aspetto che tutto ciò non sia stato solo un cartello elettorale. Mi aspetto che chi ha giocato contro, chi ha strumentalizzato passioni e voglie di una società in cerca di rappresentanza, esca allo scoperto. Che ognuno si assuma la propria responsabilità.
Insomma, mi aspetto molto. E se le aspettative verranno deluse. Se non ci sarà il giusto coinvolgimento, il giusto impegno, l’ascolto della “base”, del popolo, di tutt* i compagn* saremo costretti a riflettere sulle nuove strategie da mettere in campo per portare avanti le nostre istanze di cambiamento.
… dopo il diluvio, l’Arcobaleno … e io/noi l’aspettiamo, con fiducia, con speranza.
domenica 30 marzo 2008
APPELLO ALLA REGIONE BASILICATA E AL GOVERNO
Che prospettiva potrà avere questa regione, se viene mutilata e brutalizzata persino nelle sue albe, nei suoi tramonti e nei suoi paesaggi?
Tutto ciò, ovviamente, anche nella consapevolezza che la sfrenata corsa all’oro nero alimenta indirettamente la spirale scellerata della guerra.
Ecco, noi crediamo che tutto questo debba essere ricordato alle classi dirigenti. Che tutto questo debba essere appropriazione del popolo di Basilicata, affinché esso si riscuota ed esca dai processi di passivizzazione che il modello neoliberista imperante si porta dietro; affinché si contribuisca al prevalere di un interesse generale in grado di interpretare la storia, gli interessi e il destino di questa regione.
Noi speriamo di poter sostare ancora sulle rive dello Jonio e ammirare i paesaggi ritratti in tanta cinematografia d’autore; poter godere ancora quelle nitide luci catturate da Ortega e da Guerricchio, da Rosi e Arrabal; poter continuare a cogliere ancora gli smarrimenti di Levi e di Pasolini, cogliendo in questa parte del sud ‘tutti i sud del mondo’; poter ritrovare ancora la proverbiale convivialità che ha reso i lucani famosi in tutto il mondo. Non riusciamo proprio ad immaginare quel mare punteggiato di piattaforme per l’estrazione del petrolio, quei paesaggi, tratteggiati da Francesco Rosi, degradati per le mene egoistiche e miopi dei prepotenti.
Il Comitato NO OIL si è meritevolmente assunto un grande compito che ci auguriamo incontri una risposta responsabile di tutta la regione. È questo il senso di un appello scritto per la salvezza della Basilicata, raccogliendo adesioni anche al di fuori di essa.
Hanno aderito:
Dario Fo
Franca Rame
Gianni Ferrara (Ordinario di Diritto costituzionale all'università la Sapienza di Roma)
Citto Maselli (regista)
Pasquale Scimeca (regista)
Daniele Silvestri (cantautore)
Andrea Rivera (Comico, cantante, autore di stornelli, giornalista citofonico)
Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso)
Ulderico Pesce (attore)
Rocco Barbaro (attore)
Massimo Serafini (segreteria nazionale di Legambiente)
Raffaella Misiti (Acustimantico)
Andrea Satta (Tetes de bois)
Andrea Pelini (Tetes de bois)
Piero Sansonetti (direttore del quotidiano Liberazione)
Pierluigi Sullo (direttore del settimanale Carta)
Alberto Burgio (Professore di Storia della Filosofia Moderna all'Università di Bologna)
Francesco Muciaccia (Otium Records- Bari)
Alessandro Langiu -(Attore - Taranto)
Rosapaeda (Gruppo Musicale - Bari)
Faraualla (Ensemble vocale femminile - Bari)
Dario Schepisi (Cantautore - Bari)
Maria Giaquinto (Cantante - Bari)
Maya Calamita (ATS L'acqua in testa - Bari)
Folkabbestia (Gruppo musicale - Bari)
Giuseppe Volpe (Omphalos music - Terlizzi Bari)
Daniele Trevisi (Time Zones - Bari)
A3 (Gruppo musicale - Terlizzi Bari)
Manuela Trimboli (Illustratrice per l'infanzia - Bari)
Skiantos (Gruppo musicale)
Lara Maroni per Storie di Note (Agenzia di Promozioni Musicali)
Ass. Mus. Municipale Balcanica
Gianni Lucini (Giornalista e critico musicale)
Mama Roots band (Gruppo musicale- Brindisi)
Punkreas
Don Pasta
Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio
Locusta Booking Agency
Enrico Capuano
Punkadeka - Webzine
"Barletta"+ Orkestra Internazionalista
Ivano Fiore e i 70123 (Gruppo Musicale)
Crifiu- Rock in Sud
Biscazulù
Sergio Vacca (Cantautore)
Stefania Ormas (Pittrice - Barletta)
Doriana Doronza (Barletta)
Angelo Pantaleo (Tom Tom Studio - Bari)
Giorgio Arlorio (sceneggiatore)
Carlo Luglio (regista /napoli)
Pippo Di Marca (regista teatrale)
Roberto Giannarelli (regista cinema e televisione)
Pierpaolo Andriani (sceneggiatore)
Wilma Labate (regista)
Grabriele Trama (redazione aprile)
[...]
http://www.basilicatanooil.blogspot.com/
sabato 29 marzo 2008
Il mondo alla rovescia

Ore 17.00 P.zza prefettura (Bari) "Il mondo alla rovescia" de "i Giovani della Sinistra Arcobaleno" with Nichi Vendola e Fausto Bertinotti. Al termine, concerto gratuito di Roy Paci & Aretuska.
Partecipate in numerosi...
Tornare X Scegliere

Non abbiamo dimenticato la Basilicata, anzi a volte abbiamo l’illusione che le nostre esperienze possano dare qualcosa alla nostra terra. Abbiamo deciso di emigrare non per abbandonare, ma per scoprire nuovi posti, nuove facce e nuove vite. Vediamo la Basilicata come una terra che non può più restare sospesa tra un orizzonte nuovo e lo sprofondare negli abissi affaristici e clientelari; il tempo è scaduto e bisogna scegliere. Il 13-14 aprile abbiamo deciso di fare una scelta di parte, per noi e per la nostra terra, votando la Sinistra – l’Arcobaleno. Vogliamo che in futuro ci sia la possibilità di scegliere se andare, restare, o tornare. Il nostro voto sarà contro le clientele, per dare ai giovani la possibilità di scegliere. La nostra domanda di futuro e speranza crediamo che sia la stessa domanda dei giovani che oggi abitano la Basilicata; le continue notizie di saccheggi devastanti mantengono la rabbia contro gli affarismi che sistematicamente bruciano tutto quello che c’è di buono al Sud. Ambiente devastato e vite precarie sono sempre più all’ordine del giorno, e la Basilicata non può più ritenersi immune dalle sorti che attanagliano i territori. Non ci siamo dimenticati delle lotte meravigliose per la terra e il lavoro che hanno attraversato i cuori di tutt* noi. Siamo conviti che l’originalità del nostro territorio, insieme alla Storia e ad un cambiamento culturale necessario, siano il luogo da dove deve partire un modello di progresso nuovo che rompa definitivamente con la cappa insostenibile culturale ed economica. Ci rivolgiamo a tutt* le/i giovani lucan* che oggi non vivono in Basilicata, o che pur studiando in Basilicata sono costretti alla precarietà a pochi km da casa, di tornare in massa il 13 e 14 Aprile per esercitare il proprio diritto al voto e il diritto collettivo al futuro votando la Sinistra – l’Arcobaleno, la bella differenza.
Studenti lucani fuori sede.
giovedì 27 marzo 2008
Morte operaio Melfi
Io operaio sindacalista (Michele Passannante)
| da Liberazione Michele Passannante sa di avere un cognome ingombrante. «Compromettente, mi dicono in molti...». L'albero genealogico è proprio quello che porta alla famiglia di Giovanni Passannante, anarchico lucano che attentò alla vita di re Umberto I il 17 novembre del 1878 a Salerno. Con un coltellino. Il re rimase leggermente ferito a un braccio, Giovanni venne arrestato e torturato fino alla morte, il suo cranio e cervello furono esposti al Museo criminologico di Roma, sepolti solo l'anno scorso nel suo paese: nome originario Salvia, ribattezzata Savoia di Lucania dopo l'attentato. Famiglia perseguitata e dispersa. «In fuga da Salvia, alcuni dei Passannante si stabilirono a Vietri», racconta Michele parlando del suo paese in provincia di Potenza. Di qui, la discendenza e "l'ingombro" del cognome che magari non ha deciso niente nella storia che gli è capitata, ma... chissà. Classe '72, operaio alla Fiat Sata di Melfi dal '97, attivista sindacale nello Slai Cobas fin da subito, eletto rappresentante sindacale unitario e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel 2001, indagato con l'accusa di attività sovversiva a ottobre dell'anno scorso, licenziato dall'azienda sulla base del solo avviso di garanzia. «Il rapporto fiduciario è venuto meno», gli hanno detto, quando all'indomani della perquisizione della Digos nella casa dove vive con la madre e la sorella a Vietri, Michele ha trovato i cancelli della fabbrica chiusi: non per tutti, solo per lui. Sospeso per sei giorni, poi licenziato, con la stessa motivazione. Le quattro ore di perquisizione hanno portato al sequestro di qualche volantino, lo statuto dei Cobas, nulla di più compromettente. La tua storia è simile a quella di altri operai, non solo a Melfi. Sì, l'inchiesta dell'autunno scorso ha riguardato 25 operai da Milano a Palermo, da Roma a Ravenna. Alla Fiat di Melfi, oltre a me sono coinvolti altri quattro operai, tutti attivisti sindacali, tutti licenziati sulla base di un avviso di garanzia. Uno di loro, attivista della Cub, è stato licenziato per il solo fatto di aver fatto il nome di un capo reparto su un volantino. E' rappresaglia. E le origini di questa vendetta padronale risalgono a diversi anni fa.
Sì. Diverse vertenze e scioperi hanno portato a quella sollevazione. Io stesso, appena entrato in Fiat nel '97, con un contratto di formazione e lavoro di 24 mesi, ho partecipato da subito alle manifestazioni sindacali, mi sono iscritto allo Slai Cobas, sono stato eletto rsu ed rsl nel 2001, per tre anni, il mandato l'ho terminato poco prima del blocco del 2004. C'era tanto da fare: stabilimento nuovo, coscienza operaia pari a zero, tutto da costruire. Ci siamo riusciti, grazie alla collaborazione con la Fiom-Cgil, non con gli altri sindacati, più collaborativi con l'azienda. Lo sciopero di quattro anni ha portato a dei risultati: l'eliminazione della doppia battuta che vuol dire due settimane dello stesso turno di lavoro, anche se notturno. E poi, anche se in maniera dilazionata nel tempo, abbiamo ottenuto una certa equiparazione della retribuzione a quella degli operai degli altri stabilimenti Fiat. Abbiamo chiesto la quattordicesima: in questo caso però abbiamo ottenuto solo un accantonamento dallo stipendio di 20 euro al mese, che prendiamo tutti insieme a luglio: fanno 240 euro. Dopo quella protesta, si attenuarono anche i provvedimenti disciplinari in fabbrica, ma solo nei successivi 12 mesi. L'azienda ha atteso che si calmassero le acque e poi si è riarmata alla grande cercando di portare dalla propria parte i lavoratori, con l'aiuto dei sindacati più "consenzienti". In che modo? 27/03/2008 | |
sabato 22 marzo 2008
ESSERCI OGGI PER CAMBIARE IL DOMANI (di GIUSEPPE DI SANZO)
Con altrettanto orgoglio, essendo il più giovane della lista (29 anni), penso di rappresentare tutti quei giovani lucani che non ne possono più delle logiche obsolete che governano il nostro territorio e che vorrebbero un cambiamento “radicale” della politica.
Giuseppe Di Sanzo, meglio conosciuto come Peppone.
venerdì 21 marzo 2008
Pausa Caffè

Martedì 25 marzo alle ore 15.30, presso il comitato elettorale della SINISTRA ARCOBALENO in via Nazionale a Matera, si terrà un incontro de "I Giovani della Sinistra Arcobaleno di Matera) con Titti De Simone e Rosa Rivelli, capoliste alla Camera e al Senato.
Non esiste il voto utile al PD

di Claudio Baccianti - Megachip
Se sei tra quelli che vorrebbero votare la Sinistra arcobaleno ma pensano di sacrificarsi con un voto “utile” al Partito Democratico, allora è importante che tu legga questo articolo. Con questa legge elettorale non esiste “voto utile” che possa tenere Berlusconi lontano dal Governo della Repubblica Italiana. Non solo: per come è fatto il “Porcellum”, votare la Sinistra Arcobaleno in alcune regioni sottrae senatori al Popolo delle Libertà.
I possibili esiti delle elezioni di aprile sono due: il Popolo delle Libertà vincerà in entrambe le camere, oppure ci sarà un pareggio perché al Senato mancherà una chiara maggioranza. Come insegna l’esperienza di Prodi, per governare non basta il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati.
Riflettiamo un attimo sulla prima ipotesi. Il PD ha voluto “correre da solo” ed è partito con un abisso di voti che lo dividevano da Berlusconi. In queste settimane ha recuperato, ma i sondaggi sembrano confermare un distacco ancora molto ampio che difficilmente potrà essere colmato. Allora, visto che chi vince si prende il premio di maggioranza del 55 % e gli altri si spartiscono il resto, perché tapparsi il naso e dare i propri voti al Partito Democratico? Il PD si rafforzerebbe a scapito della Sinistra Arcobaleno e ciò sarebbe una beffa per chi ha fatto un “sacrificio” per cercare di salvare l’Italia da Berlusconi.
Passiamo all’altro esito possibile: il pareggio. Sul Sole 24 Ore del 26/02/2008 e del 02/03/2008 il professore Roberto D’Alimonte ha pubblicato due articoli nei quali spiega che, cifre alla mano, c’è una significativa probabilità che venga fuori un “Senato zoppo”. Scrive: “ In sintesi, la presenza di diverse liste fuori dai due poli principali, Pd-Idv e Pdl-Lega, cambia la natura della competizione mettendo ancor più a rischio il conseguimento di una vera maggioranza al Senato ”. Questo accade perché “ il risultato finale non dipende solo da quante regioni si vincono ma anche da come si perde nelle regioni in cui vincono gli altri ”. Berlusconi e Veltroni lo sanno e per questo un giorno si e uno no parlano di possibili larghe intese o grandi coalizioni dopo il voto. Ciò accadrebbe anche se il PD non riuscisse a guadagnare altri voti dagli indecisi e dipende dal fatto che il Pdl non ha più con sé il centro (UDC e Rosa Bianca).
D’Alimonte aggiunge che “ il vero rischio per il Cavaliere viene paradossalmente dalla Sinistra Arcobaleno ”, perché dove vincerà il PD il Popolo delle Libertà dovrà spartirsi il rimanente 45% dei seggi con la Sinistra e le altre forze che supereranno lo sbarramento. Quindi è anche importante che la Sinistra Arcobaleno superi la soglia dell’ 8% al Senato!
Ho sentito molti che sono indecisi tra ascoltare il cuore , e votare a sinistra, o la testa , votando il PD per fermare Berlusconi. Alcuni hanno cercato di convincere queste persone con altri argomenti, in questo articolo ci provo con freddi ragionamenti di meccanica elettorale. Ritengo però che quest’altre argomentazioni a favore del voto a sinistra siano altrettanto valide, come l’importanza della sopravvivenza della sinistra e la possibilità che un Arcobaleno forte possa influenzare le posizioni del PD (come sta avvenendo in Germania) o frenare eventuali “inciuci”. Se si mettono insieme tutti questi vari argomenti, non rimane alcun motivo per un “voto utile” al Partito Democratico: si può votare Sinistra Arcobaleno anche ascoltando la testa.